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Vista da lontano, Civita di Bagnoregio sembra sospesa nel vuoto: un piccolo borgo medievale su uno sperone di tufo, isolato dal resto del paese e raggiungibile solo a piedi. È uno dei luoghi più fotografati della Tuscia, e anche uno dei più fragili.

Civita di Bagnoregio

Perché “la città che muore”

Il soprannome nasce nel Novecento dalla penna dello scrittore Bonaventura Tecchi, originario di Bagnoregio, che raccontò così il destino del borgo. Non è una suggestione letteraria: la collina su cui sorge Civita è composta da tufo fragile, appoggiato su strati di argilla. Pioggia, vento ed erosione lavorano da secoli su questo equilibrio instabile, restringendo lentamente il perimetro del colle e rendendo Civita, di fatto, una città che si consuma un po’ alla volta.

Come si arriva

Civita è collegata al resto di Bagnoregio da un lungo ponte pedonale, l’unico modo per raggiungerla: non ci sono strade carrabili fino al borgo. Il ponte stesso, che attraversa il vuoto tra i calanchi, è parte dell’esperienza tanto quanto il borgo che si trova dall’altra parte.

Il vicino lago di Bolsena

Cosa vedere

Nonostante le dimensioni ridotte — Civita conta pochissimi abitanti stabili — il borgo conserva vicoli in pietra, piccole chiese e scorci sui calanchi che cambiano colore con la luce del giorno. Non lontano, il territorio intorno al lago di Bolsena offre altri scorci di questa parte di Tuscia, spesso meno affollata rispetto alle mete più note della Toscana.

Una tappa del nostro viaggio

Civita di Bagnoregio è una delle tappe del nostro tour Dimore d’Incanto e Giardini d’Autore, quattro giorni in piccolo gruppo dal 17 al 20 settembre tra Umbria e Tuscia, insieme al lago di Bolsena e ai giardini d’autore della zona.