Tra i nomi che hanno segnato il giardinaggio italiano contemporaneo, quello di Paolo Pejrone occupa un posto a parte. Architetto, paesaggista e scrittore, è spesso definito il più noto tra i paesaggisti italiani viventi — e i suoi giardini, sparsi in mezza Europa, portano tutti la stessa firma: un rigore sobrio, mai artificioso.

La formazione con due maestri
Pejrone nasce a Torino nel 1941 e si laurea in Architettura al Politecnico della sua città. Nel 1969 si trasferisce a Londra, dove studia e lavora accanto a Russell Page, uno dei più influenti paesaggisti del Novecento. Negli anni Settanta è a Rio de Janeiro, nello studio di Roberto Burle Marx, il paesaggista brasiliano che ha reinventato il rapporto tra giardino e architettura tropicale. Due maestri, due scuole di pensiero molto diverse tra loro, che Pejrone stesso ha definito le sue influenze più importanti.
Una carriera internazionale
Dal 1970 Pejrone lavora come paesaggista in Italia, Francia, Svizzera, Arabia Saudita, Grecia, Inghilterra e Germania, firmando giardini privati e pubblici che uniscono la lezione dei suoi maestri a una sensibilità tutta italiana per il paesaggio agricolo e la vegetazione spontanea. È anche autore di numerosi libri: tra questi, In giardino non si è mai soli. Diario di un giardiniere curioso, pubblicato da Feltrinelli, racconta attraverso le stagioni cosa significhi per lui vivere per un giardino, pianta dopo pianta.
Il suo giardino, in viaggio con noi
Uno dei giardini firmati da Pejrone si trova alla Tenuta La Torricella, a Porano, ed è una delle tappe del nostro tour Dimore d’Incanto e Giardini d’Autore, quattro giorni tra Umbria e Tuscia dedicati ai giardini storici e a quelli d’autore, dal 17 al 20 settembre.





